Giulio Melecchi, Vasco Vannucchi, il dott. Carli, Beppe Lombardi e nonno VittorioLucca, 25 giugno 2026 – Un piccolo grande pezzo di storia cittadina. In occasione del cinquantesimo anniversario della sua scomparsa di Vittorio Melecchi, i nipoti Marino e Adriana Clocchiatti e Giuliana, Paola, Vittorio e Luigi Melecchi vogliono ricordarlo con questo articolo comparso sulla Nazione nel 1972, scritto dal mai abbastanza compianto Paolo Galli. Fu scritto in occasione della cena in onore di Vittorio per salutarlo dal momento che la Lucchese lasciava l’albergo Melecchi all’Arancio per trasferirsi nella nuova residenza di Villa Rinascita.

Ecco l’articolo di Paolo Galli.

“Avevano tutti il garofano all’ occhiello e tutti cantavano. Dirigeva il mister che in fatto di canto potrebbe anche presentarsi al concorso “voci nuove” (con Nunziati batterista personale oltreché portiere dodicesimo). Cantavano i grandi e i piccini, cantavano i giornalisti. Anche io. Perché nella vita ci sono serate anche se non si vuol cantare. Si balla se non si vuol ballare. Una serata vera, sgorgata dalla sensibilità degli uomini. La serata dell’ arrivederci a Vittorio Melecchi, il Sor Vittorio, quello del ristorante dei calciatori, che è stato anche campione di fumo (una sigaretta dietro l’altra… quante!!!) che è campione di simpatia, di allegria, di battute al frizzo! La Lucchese ha lasciato, dopo trent’anni , il ristorante albergo “Melecchi” (perché non casa Melecchi?) per trasferirsi a “Villa Rinascita”. Il mondo cambia, ci sono intenti nuovi, idee geniali”.