Milano – Parte fra un mese da Alberobello il Supernova Summer Tour con cui Mobrici torna a sfogliare le canzoni del suo terzo album solista, già presentate a fine inverno sui palcoscenici dei club. In scena pure il 30 agosto a Mantova, Matteo (Mobrici, appunto) si racconta in redazione a Soundcheck, il format musicale disponibile pure su web e sui social del nostro giornale. “L’ultimo concerto l’avevo fatto a novembre 2023 e a quel punto, senza contratto né date in programma, mi sono sentito smarrito nel nulla – ricorda il musicista legnanese, frontman dei Canova dal 2013 al 2020 –. Ho iniziato così a guardare alla mia vita da un’altra angolazione. Poi, nell’estate seguente, la reunion degli Oasis ha riacceso la ragione per cui faccio musica: mettere la mia esperienza nelle canzoni per incontrare gli altri”.

Un pesce rosso smarrito nella galassia, come lascia intendere la copertina di “Supernova”?

“Ho trentasette anni e scrivo canzoni da quando ne avevo sedici. Ma gli ultimi due viaggi a New York hanno un po’ cambiato il mio modo di vedere la musica: ho capito che è un atto condiviso. L’individualismo esiste pure lì, per carità, ma non diventa omologazione come accade spesso qui da noi, lasciando l’idea che conti innanzitutto emergere. Come se questa corsa alla visibilità nascesse da un’infelicità diffusa. Da un malessere che finisce per influenzare tutto quel che creiamo”.