Otto manifestanti anti Ice sono stati condannati in Texas a pene da 30 a 100 anni di reclusione per una protesta all’esterno di un centro di detenzione Ice lo scorso 4 luglio. Fra loro un insegnante delle medie, un universitario, un ingegnere ed un impiegato della Ups.

Avevano rotto telecamere di sorveglianza e scritto con bombolette spray fuori dal Prairieland Detention Center. Quando è sopraggiunta la polizia uno di loro, l’ex marines Benjamin Song, aveva fatto fuoco con un fucile ferendo un agente alla spalla. Song ha ricevuto un secolo di reclusione per tentato omicidio. Le altre pene sono state comminate per «distruzione di proprietà federale».

UNO DEGLI IMPUTATI non era presente alla protesta ma aveva semplicemente «manomesso prove» (spostato alcuni pamphlet della moglie); la sua condanna: 30 anni di carcere.

Il direttore Kash Patel ha dichiarato che «l’Fbi continuerà ad identificare, localizzare e distruggere Antifa e la sua rete di finanziamenti nazionali». Le condanne “esemplari” sono infatti state motivate con la presunta appartenenza dei contestatori all’immaginaria associazione che la Casa bianca ha designato come organizzazione terrorista.

Dopo le sentenze la madre di Song ha letto una dichiarazione che al figlio è stato impedito di fare in tribunale, in cui lo stesso «accetta piena responsabilità» per le proprie azioni ma rifiuta la menzogna dell’accusa di « terrorismo domestico impiegata per silenziare i dissidenti».