HomeMilanoCronacaLa storia di “Tetra”: “Io, molestata in un locale a Milano. Lotterò contro gli abusi. Le donne siano libere”Nome d’arte della trentunenne cantante emotrap: “Un uomo mi ha toccata, poi mi ha spinta al muro e voleva che lo baciassi”. L’episodio a maggio in via Torino. Nei giorni scorsi si è rivolta ai carabinieri: “Continuo a rivivere quella scena terribile”“Tetra“, nome d’arte della trentunenne cantante emotrapRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMilano – “Continuo a rivivere quella scena terribile. Nei primi giorni dopo l’accaduto ho pensato che forse avrei dovuto vestirmi in maniera diversa: senza calze a rete, senza pantaloncini. Ma poi mi sono detta che non sarebbe stato giusto: io devo essere libera di vestirmi come voglio, il problema non sono io. Ho deciso di raccontare la mia storia perché voglio espormi contro la violenza sulle donne ed essere parte attiva in questa lotta”. “Tetra“, nome d’arte, trentunenne, ha denunciato nei giorni scorsi ai carabinieri di essere stata vittima di violenza sessuale.
“Aggredita in un locale di via Torino”
“È successo lo scorso 22 maggio – racconta la giovane, che si presenta come cantante di genere “emotrap“ – in un locale di via Torino, in pieno centro. Ero lì con altre persone per trascorrere una serata piacevole. A un certo punto sono andata alla toilette con una mia amica. Quando lei è uscita e io mi stavo ancora lavando le mani, sola, un uomo mi si è avvicinato. Non me ne sono accorta subito perché ero girata verso il lavandino. Lui ne ha approfittato e con violenza mi ha palpeggiato nelle parti intime. L’ho spinto via, urlando “No“ e lui ha cercato di bloccarmi dicendo “baciami, resta qui“. Poi mi ha spinto contro il muro ma io per fortuna sono riuscita a divincolarmi. Era ubriaco, parlava biascicando e non aveva molta forza. Così sono riuscita a scappare, ho raggiunto i miei amici e ho raccontato loro tutto”. Ma quell’uomo non è stato subito individuato. “Io ero sotto choc e temevo di poter incolpare qualcuno che non c’entrava nulla. Quindi in quel momento ho negato di averlo visto, anche se sono sicura che l’uomo uscito a un certo punto dal bagno fosse il mio molestatore”.










