Oggi milioni di fedeli sciiti commemorano l’Ashura. 1346 anni fa, il martirio di un piccolo gruppo di uomini, donne e bambini guidati da Husayn ibn Ali, nipote del profeta Mohammad, rappresentò il momento più significativo del martirio nella religione islamica sciita.

Ma l’Ashura del 2026 arriva in Iran con un peso che nessuna commemorazione degli ultimi decenni aveva mai portato. La Guida suprema Ali Khamenei è stata assassinata. Con lui, in una serie di attacchi americani e israeliani di portata devastante, hanno perso la vita numerosi funzionari politici, scienziati e comandanti delle forze armate, oltre a quasi 3.500 altre vittime.

IL PAESE DEVE affrontare simultaneamente la ricostruzione di un apparato di potere decimato, la gestione delle relazioni con Stati uniti e Israele e la necessità di rispondere a una pressione interna che cresce. Essere troppo inclini al dialogo con Washington rischia di essere interpretato come una resa, ma mantenere una postura di confronto aperto è altrettanto pericoloso. I negoziatori iraniani si muovono su un terreno scivoloso, cercando formule che permettano di aprire spiragli.

L’economia, colpita da anni di sanzioni, è ulteriormente indebolita dalle conseguenze del conflitto. Edilizia, industria manifatturiera e commercio hanno registrato le flessioni più pesanti. L’agricoltura ha sofferto in misura significativa la diminuzione della produzione di grano, orzo e prodotti come pistacchi e datteri, che rappresentano voci importanti delle esportazioni.