In caso di multa, è sempre bene verificare tutto prima di correre a pagare, perché ci sono sanzioni che possono essere contestate per delle scorrettezze: cosa sapere
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Autovelox, ecco i cinque casi in cui puoi non pagare la multaIn caso di multa, è sempre bene verificare tutto prima di correre a pagare, perché ci sono sanzioni che possono essere contestate per delle scorrettezze: cosa sapereSi torna a parlare di autovelox e di multe, stavolta per esaminare quei casi in cui non si è tenuti a pagare. La possibilità di difendersi, infatti, è sempre garantita, pertanto, una volta ricevuto un verbale, è importante leggerlo ed esaminarlo, prima di dare tutto per certo.Le sanzioni possono essere contestate, restando però nei tempi previsti dalla normativa.Ma in quali casi è possibile contestare una sanzione? I primi dati da controllare in una multa sono le date, il luogo e la velocità registrata. Si devono poi controllare tutte le informazioni disponibili sul dispositivo. In un secondo momento si può procedere.1. SegnaleticaIl primo elemento che può portare un automobilista a contestare una sanzione è la segnaletica errata. Ogni autovelox deve infatti essere preceduto da un'apposita segnalazione che anticipa la sua presenza. Una segnaletica mancante, poco chiara o installata a una distanza non corretta rende la sanzione contestabile.2. Condizioni dell'autoveloxCiascun dispositivo di rilevazione della velocità deve essere sottoposto a periodiche verifiche che ne attestino la funzionalità e corretta taratura. Se non viene dimostrato che l'autovelox è stato regolarmente sottoposto a controlli, l'automobilista può presentare ricorso contro la multa.3. Dispositivi approvati ma non omologatiSi tratta di un argomento di grandissima attualità che sta generando un discreto dibattito. Molte multe sono state annullate proprio per questo motivo. In caso di mancate indicazione sull'apparecchio in esame, si può contestare la sanzione e chiedere un approfondimento.4. Tempi di notificaPerché sia valida, una sanzione deve essere comunicata entro i tempi previsti dalla Legge, vale a dire entro 90 giorni dall'accertamento. Una sanzione che arriva dopo questo termine può essere contestata, ecco perché è importante controllare la data dell'infrazione commessa e la data di spedizione/ricezione.










