Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud

Andava a 180 chilometri all’ora Francesco Imprezzabile, l’agente della Polizia Locale di Milano morto lunedì sera mentre, assieme ad altri due colleghi pure loro in moto e una pattuglia della stradale, stava inseguendo un suv a sirene spiegate e lampeggianti accesi. Per lui verrà dichiarato un giorno di lutto cittadino.È la ricostruzione agli atti dell’inchiesta della pm Francesca Crupi che domani inoltrerà al gip la richiesta di convalida dell’arresto nei confronti di Genti Berisha, 27 anni il prossimo ottobre, di origini albanesi, con l’obbligo di firma per un’inchiesta per droga aperta a Brescia e da ieri in carcere per fuga pericolosa.La dinamica descritta dalle testimonianze raccolte mette in dubbio, per alcuni aspetti, la versione del giovane che è anche indagato a piede libero per omicidio stradale. Stamane, in lacrime, durante un colloquio a San Vittore con il suo legale, Fabrizio Cardinali, ha ripetuto: «io non l’ho toccato. All’alt ho accelerato ed ho superato altre macchine. Non ho più visto nessuno. Non mi sono accorto di nulla».

Che non ci sia stato alcun urto tra l’Audi, noleggiata senza un regolare contratto, e la moto, è stato accertato. Ma pare difficile che il giovane alla guida della macchina di grossa cilindrata e i suoi amici, non ancora individuati, non si fossero resi conto di essere "tallonati" da tre motociclette e da una macchina della stradale in assetto d’emergenza. Quando, attorno alle 21.30, ha visto il posto di blocco organizzato anche dai poliziotti del commissariato Mecenate, ha fatto inversione.Poi, dopo essere stato raggiunto e affiancato dall’agente Imprezzabile, ha pigiato sull'acceleratore: non voleva ulteriori «guai» perché si era appena procurato qualche grammo di "fumo".Da lì l’inseguimento a tutta velocità da zona Ponte Lambro a Perschiera Borromeo; due chilometri e mezzo, lungo una strada con una sola corsia per senso di marcia. Poi la curva a sinistra e l’incidente: Imprezzabile è finto contro il guard rail con una tale vioenza da essere sbalzato fuori dalla carreggiata, mentre la sua moto, dopo essere scivolata sull'asfalto, viene ritrovata dalla parte opposta accartocciata.