L’ultima trincea si chiama tutela legale. Ed è qui che si consuma l’ennesimo scontro su Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione di inchiesta Report su Rai 3. Secondo quanto anticipato da Dagospia, l’azienda avrebbe deciso di non garantire la copertura delle spese legali al giornalista ella causa promossa dall’imprenditore Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti.

Il caso nasce da alcune dichiarazioni rilasciate da Ranucci lo scorso aprile durante una puntata di “È sempre Cartabianca”, su Rete 4, relative alla presunta presenza del ministro della Giustizia Carlo Nordio nel ranch uruguaiano dell’imprenditore. Proprio il contesto nel quale quelle affermazioni sono state pronunciate sarebbe alla base della decisione di Viale Mazzini: secondo la tesi attribuita all’azienda, il giornalista non avrebbe agito in quel caso nell’esercizio delle proprie funzioni di dirigente e dipendente Rai. Lo scorso 30 aprile Ranucci aveva anche ricevuto una lettera di richiamo” in cui già si annunciava che non sarebbe stata garantita la tutela legale. Il cronista aveva risposto di non temere il processo.

Una ricostruzione, quella dell’azienda pubblica, che Ranucci avrebbe contestato formalmente in una lettera inviata al consiglio di amministrazione. Il conduttore avrebbe sostenuto che i fatti richiamati durante la trasmissione Mediaset erano strettamente connessi alla sua attività professionale e al lavoro giornalistico svolto alla guida di Report. La notizia ha immediatamente acceso lo scontro politico. I componenti del Movimento 5 Stelle nella Commissione parlamentare di Vigilanza Rai parlano apertamente di una scelta “infame” e annunciano un’interrogazione per chiarire la vicenda.