Ogni connessione a un sito web, API o applicazione cloud passa attraverso una richiesta DNS prima ancora che inizi il trasferimento dei dati. Negli ultimi 20 anni il ruolo del DNS si è evoluto profondamente: da semplice meccanismo di risoluzione dei nomi a componente fondamentale per il bilanciamento del traffico, la resilienza dei servizi e la sicurezza delle applicazioni distribuite. Bunny è una nota società europea conosciuta soprattutto per la sua rete CDN, che si propone come alternativa ai provider USA.
La novità, annunciata in queste ore, è che il servizio Bunny DNS diventa gratuito, eliminando qualsiasi costo legato alla gestione dei nomi di dominio.
La scelta arriva dopo una crescita significativa della piattaforma, che oggi opera attraverso una rete globale composta da 119 punti di presenza e supporta oltre 1,5 milioni di siti web. Secondo l’azienda, Bunny DNS gestisce quasi 200 miliardi di richieste ogni mese per oltre 300.000 domini registrati sulla piattaforma.
Bunny DNS: da motore interno della CDN a piattaforma DNS indipendente
Il servizio Bunny DNS non nasce come prodotto commerciale: deriva direttamente dal sistema di instradamento sviluppato dalla società per ottimizzare le prestazioni della propria CDN. L’obiettivo iniziale consisteva nel determinare in tempo reale quale nodo della rete dovesse servire una specifica richiesta, tenendo conto di parametri come latenza, disponibilità dei server e condizioni della rete.






