Ai Mondiali di calcio, accanto a commissari tecnici, preparatori atletici e psicologi, sembra esserci da sempre una figura ufficiosa ma ricorrente: lo stregone. Tra riti voodoo, amuleti e pratiche sciamaniche, la storia della Coppa del Mondo è costellata di episodi che intrecciano sport, superstizione e tradizioni popolari, soprattutto nelle nazionali africane.

Uno dei personaggi più celebri è Nana Kwaku Bonsam, stregone ghanese noto come «Il Diavolo del mercoledì». Divenuto famoso per aver rivendicato presunti influssi negativi su campioni come Harry Kane e Cristiano Ronaldo, Bonsam sostiene di utilizzare rituali e spiriti per condizionare le prestazioni degli avversari. Nel 2014 dichiarò addirittura di aver lavorato per mesi sull’infortunio di Ronaldo, senza però impedirgli di segnare contro il Ghana.

Le credenze magiche hanno accompagnato numerose edizioni del torneo. Nel 2022 il Senegal sperò di recuperare l’infortunato Sadio Mané affidandosi anche agli stregoni, ma il fuoriclasse fu costretto a rinunciare alla competizione. In Sudafrica, nel 2010, un gruppo di «Sangomas», le tradizionali guaritrici locali, accolse il Mondiale con canti e rituali ispirati agli spiriti ancestrali della cultura Nguni.