Il 23 giugno 2026, a Boston, Inghilterra e Ghana non si giocheranno soltanto il primato nel girone mondiale: la sfida diventerà il teatro di un confronto simbolico tra la fredda modernità dei dati e il richiamo antico della superstizione.

Al centro, Harry Kane, capitano e terminale offensivo dei Three Lions, finito nel mirino – verbale e spirituale – di Nana Kwaku Bonsam, noto sacerdote tradizionale ghanese. L’obiettivo del leader spirituale non sarebbe quello di procurare danni fisici al centravanti, bensì di “fermarne” l’impatto psicologico e la lucidità sotto porta. Una mossa che imprime alla partita una dimensione di psicodramma studiata per entrare nella testa dell’avversario e catalizzare l’attenzione mediatica.

Del resto, i timori sportivi non sono campati in aria: Kane arriva a questo Mondiale come una macchina da gol. Dopo essersi imposto in Bayern Monaco, laureandosi capocannoniere con 36 reti in Bundesliga e toccando quota 58 centri stagionali prima della finale di DFB-Pokal, all’esordio nel torneo americano ha firmato una doppietta nel 4-2 dell’Inghilterra sulla Croazia a Dallas.

La narrazione di Nana Kwaku Bonsam, personaggio molto popolare in Ghana per le sue controverse sortite mediatiche su consulenze spirituali e guarigioni, vanta un precedente illustre. Nel 2014, alla vigilia di Portogallo-Ghana ai Mondiali in Brasile, dichiarò di aver lanciato una macumba “incurabile” contro Cristiano Ronaldo. Il campo però smentì la magia: il 26 giugno 2014 Ronaldo giocò e segnò il gol del definitivo 2-1, eliminando la selezione africana.