WASHINGTON. I droni sono diventati il nuovo strumento delle guerre, ma si sono anche trasformati in una potenziale arma di distruzione di massa in mano a dei malintenzionati. E per il Mondiale di calcio, la Fifa e le autorità americane non hanno voluto lasciare nulla al caso, imponendo una politica anti-droni di zero tolleranza attorno agli stadi del torneo, chiudendo lo spazio aereo e utilizzando le stesse misure viste in grandi eventi come il Super Bowl. Finora più di 300 UAV (Unmanned Aerial Vehicle) sono stati intercettati, mentre il governo americano ha investito ingenti risorse, stanziando 250 milioni di dollari per aiutare gli Stati a proteggere le partite della Coppa del Mondo. Sebbene l’FBI affermi che non vi siano minacce note, credibili o specifiche dirette al torneo, i droni rimangono una delle principali preoccupazioni per la sicurezza a causa del rischio di incidenti o di un loro potenziale utilizzo contro i tifosi. «Ci stiamo assicurando che tutte 78 le partite dispongano di sistemi di difesa anti-drone. È una differenza enorme rispetto all'anno scorso, quando solo cinque eventi in tutti gli Stati Uniti erano dotati di tale copertura. Tutte le 78 partite e i "fan fest" in ogni città sono coperti da sistemi anti-drone», afferma a La Stampa Andrew Giuliani, il Direttore Esecutivo della Task Force della Casa Bianca per la Coppa del Mondo.