HomeFirenzeCronacaSan Giovanni, l'omelia di Gambelli: "Firenze è cara e non accoglie: in troppi se ne vanno"Il monito dell'Arcivescovo di Firenze durante la messa in Duomo: "Il popolo sente tutta la distanza con un potere diventato autoreferenziale". E invoca più attenzione per gli ultimi, i poveri, gli scartati e i carcerati, ma anche per famiglie e studenti universitariMonsignor Gherardo Gambelli, arcivescovo di FirenzeRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFirenze, 24 giugno 2026 - Gli ultimi, i poveri, gli scartati e i carcerati sono stati al centro dell'omelia di monsignor Gherardo Gambelli, pronunciata durante la messa in Duomo nel giorno in cui Firenze festeggia il suo santo patrono. Nella vita di San Giovanni Battista l'arcivescovo di Firenze, Gherardo Gambelli, coglie dunque "un monito per tutte quelle circostanze in cui i nostri sistemi politici e istituzionali, i nostri sistemi economici, le nostre relazioni sociali, si dissociano dalla loro natura e della loro verità", ossia "quando le realtà costruite dagli uomini perdono di vista il loro scopo, quando la politica diviene conservazione del potere, quando l'economia diviene semplice ambizione di accumulo di ricchezza, quando i rapporti fra gli esseri umanibmirano a massimizzare interessi personali, quando questo avviene siamo di fronte a una società che perde sé stessa".
San Giovanni, l'omelia di Gambelli: "Firenze è cara e non accoglie: in troppi se ne vanno"
Il monito dell'Arcivescovo di Firenze durante la messa in Duomo: "Il popolo sente tutta la distanza con un potere diventato autoreferenziale". E invoca più attenzione per gli ultimi, i poveri, gli scartati e i carcerati, ma anche per famiglie e studenti universitari










