Arrendersi non è cosa da coyoti. Il celebre personaggio dei Looney Tunes arriva sul grande schermo con un film che racconta la sua rivincita: una bella causa legale ad Acme, l'azienda immaginaria che per anni gli ha venduto marchingegni difettosi

Dopo decenni di esplosioni e prodotti difettosi, Willy il Coyote – il protagonista dei celebri cartoni animati della Warner Bros. – porta finalmente l’azienda Acme in tribunale e chiede giustizia per tutte le volte che è stato imbrogliato. Non insegue più Beep Beep: stavolta è lui ad avere il coltello dalla parte del manico. Dal 2 settembre arriva al cinema Coyote vs. Acme. Tratto dal racconto breve di Ian Frazier, pubblicato sul New Yorker nel 1990, il film si presenta come una commedia che mescola animazione e live action. Forse una delle sorprese più belle dell’anno.

Willy il Coyote: il trailer di Coyote vs. Acme

Willy passa le sue giornate a inseguire Beep Beep, il velocissimo uccello del deserto che non riesce mai ad acchiappare. Per farlo, ordina continuamente gadget e marchingegni da una misteriosa azienda chiamata Acme – razzi, trappole, catapulte, dinamite. Puntualmente tutto esplode, si rompe o si ritorce contro di lui. Eppure lui non smette mai di tentare. È questa ostinazione romantica e un po’ folle ad averlo reso un simbolo universale. Come cantava Eugenio Finardi: «Siamo tutti come Vil Coyote, che ci ficchiamo sempre nei guai. Ci può cadere il mondo addosso, finire sotto un masso, ma noi non ci arrenderemo mai». Con questo film, Willy ricorda un po’ a tutti che essere ostinati a volte ripaga. O meglio, è da scoprire. Niente spoiler.