«Sono innocente, non ho assunto Epo nè altre sostanze dopanti, ma stavolta non mi difenderò, non ho la forza e l’energia per farlo. Ora le mie priorità sono la famiglia, la mia salute ed il lavoro. Non ho nè l’intenzione nè l’energia per ripetere le battaglie legali che ho affrontato e sostenuto dopo l’ingiusta ed infondata accusa di positività prima delle Olimpiadi di Rio, battaglie lunghe e stressanti che hanno dimostrato la mia innocenza ma che mi hanno profondamente segnato».E’ lo sfogo di Alex Schwazer su Instagram a due giorni dalla conferenza stampa e a cinque dalla comunicazione della positività all’eritropoietina. Per il marciatore altoatesino si tratta della terza positività in quasi 14 anni. «Non voglio nè posso mettere a rischio la mia salute per battaglie legali che mi sfinirebbero a livello psicologico - ha aggiunto Schwazer -. Anche se non ho commesso quello di cui vengo accusato ed ho la coscienza a posto, non ho intenzione di difendermi perchè non ho nessuna fiducia in questo sistema a cui non credo più. Chiederò le controanalisi solo a condizione che venga analizzata anche la terza provetta, che ha conservato Sandro Donati, e che contiene l’urina residua di quella prelevata il 26 aprile scorso, così come indicato nel verbale di controllo». Infine, i ringraziamenti alle persone che sono state vicine in questi anni. «Ringrazio l’avv. Gerhard Brandstaetter ed il suo staff, - ha detto - la mia manager Giulia Mancini con Daniela Mancini, Giuseppe Sorcinelli e Alberto Serafin, il prof. Sandro Donati, i miei tifosi e tutti coloro che mi hanno sostenuto ed incoraggiato manifestandomi il loro affetto».