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"Non mi difenderò più, non ho più le forze e l'energia per farlo. Non ce la faccio più, ho 41 anni, una bellissima famiglia, un lavoro che non ha niente a che fare con la mia attività agonistica". Così Alex Schwazer ha commentato in conferenza stampa la notizia della sua positività all'Epo, riscontrata in un controllo antidoping effettuato in Germania dopo una gara dello scorso 26 aprile. "Ai campionati tedeschi di marcia su strada- si legge nel comunicato dell'Agenzia nazionale antidoping tedesca - la sostanza eritropoietina (classificata come sostanza S.2 nella lista delle sostanze proibite dell'Agenzia mondiale antidoping), o EPO, è stata rilevata sia nei campioni di urina che in quelli di sangue dell'atleta". È il terzo caso, rischia la radiazione.
L'ex campione olimpico ha ribadito la propria innocenza in una conferenza stampa a Bolzano: "Io sono innocente, non ho assunto nessuna sostanza vietata ma voi non preoccupatevi". Un concetto poi ripetuto con maggiore fermezza: "Sono innocente, non ho assunto Epo così come non ho assunto altre sostanze vietate. Stavolta, però, non mi difenderò più, perché non ho più la forza e l'energia per farlo".
Schwazer ci ricasca: positivo all'Epo dopo aver stabilito il record italiano sulla maratona di marcia










