Tra il 23 e il 24 marzo 2025, in circa 26 ore, il telescopio ha catturato una grande e dettagliatissima mappa del centro della nostra galassia
Tra il 23 e il 24 marzo 2025, in circa 26 ore, il telescopio spaziale Euclid ha catturato una grande e dettagliatissima mappa del centro della nostra galassia. Si tratta di un mosaico di nove 'puntamenti' della sua fotocamera a luce visibile, ognuno dei quali copre una porzione di cielo più grande della Luna piena. Per un solo giorno, il nostro detective dell'Universo oscuro, Euclid, ha quindi distolto lo sguardo dalle galassie lontane che studia abitualmente, rivolgendolo verso la regione centrale, estremamente brillante della Via Lattea, nota come bulge (o rigonfiamento) galattico, riuscendo a distinguere le singole stelle senza che i suoi rivelatori venissero saturati. Questa richiesta speciale è arrivata dagli astronomi che desideravano ciò che Euclid sa fare meglio: catturare enormi porzioni di cielo con dettagli nitidissimi con lo scopo, in questo caso, di studiare gli esopianeti, pianeti in orbita attorno a stelle diverse dal Sole, utilizzando una tecnica speciale chiamata microlensing.
Catturare enormi porzioni di cielo con dettagli nitidissimi è proprio una delle caratteristiche della sonda europea Euclid. Per fare un confronto, la nitidezza e la sensibilità di Euclid nella luce visibile sono simili a quelle della fotocamera a campo largo del telescopio spaziale Hubble della Nasa/Esa, ma ogni puntamento che Euclid cattura in poche ore copre un'area 270 volte più grande del campo visivo di Hubble. Per osservare lo stesso mosaico di Euclid, un grande osservatorio a terra come il Keck, alle Hawaii, avrebbe bisogno di circa 2000 ore. Euclid è più veloce ed è in grado di catturare dettagli di stelle più deboli che altrimenti andrebbero persi osservando da terra. La porzione di cielo osservata è stata scelta perché comprende anche l'intera regione che il futuro telescopio spaziale Roman monitorerà per la ricerca di pianeti extrasolari.










