GEMONA DEL FRIULI (UDINE) - Si è introdotto nel giardino di casa, che come tutta la proprietà è sotto sequestro, e ha cercato di rubare l'automobile che fu di Alessandro Venier, l'uomo ucciso dalla madre e dalla compagna la scorsa estate. Lui, un 37enne italiano, è stato arrestato e deve rispondere dei reati di violazione di sigilli e tentato furto. Tutto da chiarire invece il motivo che l'ha spinto a prendere di mira proprio quel veicolo (una Fiat Panda) e l'abitazione di via dei Lotti teatro dell'omicidio.

Il tentato furto È la notte tra 23 e 24 giugno quando i carabinieri del Radiomobile di Tolmezzo, durante un pattugliamento, passano in via dei Lotti. Lì c'è l'abitazione in cui, il 25 luglio 2025, le ree confesse Lorena Venier e Mailyn Castro Monsalvo hanno ucciso, sezionato e nascosto il cadavere di Alessandro Venier, 35 anni, figlio della prima e compagno della seconda. Da allora l'intera proprietà, intestata a Lorena Venier è sotto sequestro. E dunque inaccessibile a chiunque. Per questo quando i carabinieri, a tarda ora, hanno sentito dei rumori provenire dall'interno del cortile si sono allarmati. Hanno scavalcato la recinzione e si sono trovati davanti a un furto in atto. Il 37enne stava armeggiando nel tentativo di mettere in moto la Panda. Con sè aveva una chiave universale per accendere proprio quel modello di auto, ma anche due chiavi inglesi, una tanica di benzina, una batteria per auto, una cassetta degli attrezzi e una cartellina con i documenti di circolazione dell’autovettura e il certificato di assicurazione. L'uomo è stato arrestato e si trova ora agli arresti domiciliari. Peraltro era già sottoposto a obbligo di dimora.