«In questa prima fase di attuazione della nuova normativa europea in materia di governance economica e in linea con quanto previsto da recenti atti di indirizzo parlamentare, l’attività di monitoraggio posta a corredo del Documento di Finanza Pubblica 2026 consente di verificare a consuntivo del 2025 che il rapporto deficit/Pil si collochi al 3,1% e quello debito/Pil al 137,1%, livelli che risultano superiori alle attese dello scorso autunno rispettivamente di 0,1 punti percentuali (0,03 punti percentuali del Pil considerando la seconda cifra decimale) e 0,9 punti percentuali, ma che risultano più favorevoli per il deficit (-0,2 punti percentuali) e significativamente più vicine per il debito (0,5 punti percentuali) se confrontate con le previsioni del Documento di Finanza Pubblica 2025». Lo ha detto il Presidente di coordinamento delle Sezioni Riunite in sede di controllo della Corte dei Conti Mauro Orefice al Giudizio di Parificazione sul Rendiconto generale dello Stato, evidenziando che «per quanto riguarda il deficit, la differenza è spiegata dall’emersione in gran parte inattesa di nuovi crediti edilizi legittimati dalla legislazione previgente sul Superbonus».Domande di approfondimento generate da 24Ore AIForti rischi esogeni a causa contesto globale, possibili revisioni scenari economici in tempi breviIl quadro di stabilità dei conti pubblici italiani «rimane esposto a fortissimi rischi esogeni, nella considerazione soprattutto che l’instabilità del contesto globale potrebbe rendere necessarie revisioni significative degli scenari economici in tempi brevi e la conseguente adozione di politiche anticicliche, atte a contenere in via preventiva gli effetti negativi di tale perdurante instabilità». Lo ha affermato il presidente della Corte dei conti, Guido Carlino, leggendo la relazione sul rendiconto generale dello Stato in occasione del giudizio di parificazione del rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2025. In tale ambito «resta di particolare rilievo l’accelerazione della spesa per gli interventi, in via di conclusione, finanziati con il Pnrr, al fine di garantirne l’obiettivo principale volto alla modernizzazione del Paese, nonché lo sviluppo delle misure di riforma e degli investimenti diretti all’allungamento del periodo di aggiustamento del Psb e suscettibili di determinare nuove pressioni sulla spesa riconducibili a spese per difesa, invecchiamento della popolazione, tutela della salute e trasformazione delle economie», sottolinea la magistratura contabile. Anche sotto il profilo della spesa «infrastrutturale, principale motore della crescita, si sottolinea l’importanza di decisioni orientate alla coesione nazionale, alla riduzione dei divari e al rafforzamento dell’accessibilità che richiede una attenta riflessione in vista del progressivo esaurimento degli effetti prodotti dalle risorse iniettate nel sistema con il Pnrr».Mantenere controllo su conti pubblici«Si conferma l’esigenza, da un lato, di mantenere il controllo sui conti pubblici, e, dall’altro, di garantire una più attenta selezione degli interventi da avviare al fine di contrastare gli effetti del rincaro delle materie prime energetiche e, conseguentemente, ridefinire le priorità con una sempre maggiore attenzione alla valutazione costo-efficacia, che deve orientare l’azione del Governo nella definizione delle misure da attuare», ha sottolineato il presidente della Corte dei conti, Guido Carlino. «La restrizione dei margini di bilancio impone una rigorosa ridefinizione delle priorità di spesa, inclusa la riprogrammazione di alcuni aumenti settoriali come quelli destinati alla difesa, pur mantenendo fermi i presidi a tutela dei redditi delle famiglie e della liquidità aziendale», sottolinea il presidente.Equilibrio di bilancio con azione improntata a legalità sostanziale«L’equilibrio di bilancio è strettamente connesso alla realizzazione del buon andamento della Pa che, a sua volta, presuppone un’azione amministrativa caratterizzata da efficienza, efficacia ed economicità e, dunque, improntata a un concetto di legalità sostanziale che, saldamente agganciato a principi di proporzionalità e di buon andamento, garantisce una corretta gestione delle risorse pubbliche. Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti Guido Carlino.Gli effetti «sistemici»«L’attualità e l’importanza del giudizio di parificazione, come momento di sintesi di tutte le funzioni di controllo della Corte dei conti, emergono ancor di più a seguito della costituzionalizzazione del principio dell’equilibrio di bilancio che, acquisita piena valenza giuridica, produce effetti “sistemici” sull’assetto complessivo della Pubblica amministrazione e sulle modalità di analisi della gestione pubblica», ha sottolineato Carlino.