Dall’1 al 4 ottobre torna a Firenze il Festival Nazionale dell’Economia Civile, la kermesse che si è ormai accreditata come l’annuale appuntamento sui temi dell’economia civile e sociale in Europa, consolidando il suo ruolo nella costruzione di un nuovo paradigma economico e producendo documenti strategici e indicazioni operative, che stanno, a poco a poco, cambiando l’approccio culturale del Paese.
Tra i temi al centro dell’8ª edizione ci sarà la visione europea. Valentino Bobbio (Presidente di NeXt Nuova Economia per Tutti) ha voluto tracciare una linea in vista dell’appuntamento di ottobre.
«Immaginiamo che gli Stati Uniti d’America abbiano la stessa situazione dell’Ue: 50 stati diversi con diritto di veto, 50 politiche estere, 50 campioni nazionali (nessuno significativo) per quasi ogni settore industriale con regole diverse, 50 sistemi finanziari, 50 sistemi fiscali in competizione, 50 sistemi di ricerca scientifica, 50 eserciti con armamenti diversi. Su ogni tema un’estenuante negoziazione per tutelare piccoli interessi locali. Gli Stati Uniti sarebbero ininfluenti, come i Paesi latino-americani o i Paesi africani, ed avrebbero poche imprese di rilevanza mondiale. Per contare abbiamo bisogno di un’Europa unita. Dove l’Europa ha competenze esclusive, riesce a pesare, come sul commercio estero o sull’agricoltura. Presto l’Italia non sarà tra le prime 10 potenze economiche, e anche la Germania e il Giappone stanno scivolando tra i Paesi di seconda fila. Le conseguenze: minori tutele e minori opportunità per i cittadini dei nostri Paesi sempre più periferici».







