Donald Trump cala ancora nei sondaggi. Il presidente si avvia ad aprire i grandi festeggiamenti per i 250 anni dell’America con solo 3 americani su 10 che si dicono soddisfatti del suo operato. E non va meglio all’estero dove solo Benjamin Netanyahu incassa un’opinione peggiore della sua: secondo un sondaggio di Pew Research Center, condotto in 36 paesi, solo il 23% degli intervistati ripone ancora fiducia nel tycoon, mentre appena il 37% ha ancora un’opinione favorevole degli Stati Uniti, fatta eccezione per Israele dove The Donald è promosso dall’81% degli interpellati.

In casa Trump ha altrettante difficoltà. L’American Research Group fotografa solo un 30% che lo approva, registrando il livello più basso da quando sono iniziate le rilevazioni. Quasi 7 americani su 10 (il 66% per la precisione) lo boccia su più fronti, dall’economia alla politica estera. Dati che rischiano di trascinare l’intero partito repubblicano, complicando il già tortuoso cammino verso le elezioni di metà mandato. «Siamo stati traditi», hanno tuonato Tucker Carlson e Marjorie Taylor Green - Maga della prima ora - annunciando la loro uscita dal partito conservatore. Dopo aver girato le spalle a Trump per lo scandalo Epstein e la guerra in Iran, l’ex volto di Fox e l’ex deputata repubblicana hanno optato per la rottura totale per inviare un segnale forte alle leadership conservatrice in vista di novembre. Una spaccatura, quella dei repubblicani, su cui i democratici hanno avviato le grandi manovre in vista delle midterm.