Roma, 24 giu. (askanews) – La Corte suprema del Giappone ha confermato l’ordine di scioglimento della Chiesa dell’Unificazione, controverso gruppo religioso finito sotto accusa per decenni di pratiche aggressive nella raccolta di donazioni dai fedeli. Lo riferisce l’agenzia di stampa Kyodo.

La decisione rende definitivo il provvedimento contro il gruppo, formalmente noto come Federazione delle famiglie per la pace mondiale e l’unificazione. La Corte ha definito lo scioglimento “necessario e inevitabile”, ritenendo che l’interesse pubblico prevalga sugli eventuali effetti psicologici per i seguaci dell’organizzazione.

La giudice Eriko Watanabe, presidente del collegio, ha affermato che il provvedimento è giustificato dall’assenza di misure efficaci per fermare la sollecitazione sistematica di ingenti donazioni, ottenute spingendo i fedeli a raggiungere obiettivi irrealistici.

La Corte ha respinto anche la tesi del gruppo secondo cui l’ordine di scioglimento come ente religioso violerebbe la Costituzione, che garantisce la libertà di culto, confermando la valutazione del tribunale inferiore.

La Chiesa dell’Unificazione era tornata al centro dell’attenzione pubblica dopo l’uccisione dell’ex primo ministro giapponese Shinzo Abe, nel 2022, da parte di un uomo che nutriva rancore verso il gruppo per le difficoltà economiche subite dalla sua famiglia. L’omicidio aveva riacceso il dibattito sui legami tra l’organizzazione e diversi esponenti del partito di governo.