E’ caduta a causa dei rigonfiamenti del marciapiede provocati dalle radici degli alberi ed è finita al Pronto Soccorso con numerose contusioni ed escoriazioni. È la disavventura raccontata da Rossana Rossi, residente nella zona Peep di Montevarchi, che ha voluto segnalare una situazione di pericolo per i pedoni lungo viale Matteotti. La donna racconta di essere caduta in orario serale, mentre percorreva il marciapiede in una zona scarsamente illuminata. "Stavo camminando quando sono stata vittima di una rovinosa caduta che ha richiesto l’intervento del 118", spiega Rossana. La causa è da ricondurre alle condizioni del percorso pedonale, reso irregolare dalla crescita delle radici degli alberi. "Il marciapiede presenta continue ‘montagne russe’ dovute agli alti rigonfiamenti delle radici – denuncia –. Questi avvallamenti rendono difficile il passaggio non solo alle persone con carrozzine o disabilità, ma anche a chi deve semplicemente camminare, soprattutto agli anziani". La richiesta è quindi quella di un intervento. La segnalazione è stata raccolta dall’assessore ai lavori pubblici Giacomo Brandi. "La problematica è nota – ha detto – ma intervenire sulle radici non è possibile perché si rischierebbe di compromettere la vita delle piante. Abbiamo coinvolto anche degli agronomi". Secondo l’assessore, una delle ipotesi sarebbe la rimozione degli alberi e la sostituzione con essenze più adatte, ma si tratterebbe di una scelta complessa. "Quelle piante hanno ormai decenni di vita e una loro eliminazione non sarebbe accolta favorevolmente dai residenti". Tra le possibilità valutate anche la realizzazione di un percorso ciclopedonale lungo viale Matteotti, una soluzione che però comporterebbe importanti conseguenze sulla viabilità e sui parcheggi. "Significherebbe sottrarre oltre 100 posti auto nella zona compresa tra piazza della Repubblica e la piscina – ha spiegato Brandi – e anche questa ipotesi appare difficilmente praticabile". L’assessore ha escluso inoltre la possibilità di intervenire semplicemente rialzando il marciapiede per compensare gli avvallamenti: "Aumentare l’altezza del percorso renderebbe ancora più rischioso il passaggio, soprattutto nei punti di discesa". Secondo Brandi, il problema deriva anche da scelte urbanistiche e ambientali effettuate molti anni fa: "Quel tipo di pianta, messo 50 o 60 anni fa, probabilmente non era la scelta più adatta per quella zona".