HomeRiminiCronacaMorte Michi, condanna bis per l’investitoreDichiarato il difetto di giurisdizione sull’omissione di soccorso dopo il patteggiamento a Rimini: due mesi per guida sotto l’effetto di drogaLa vittima Stefano Michi: aveva 63 anniRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSi è concluso sul Titano il processo di primo grado a carico del 39enne sammarinese che nell’aprile del 2024 travolse e uccise il ciclista Stefano Michi lungo la Superstrada, all’altezza di Cerasolo Ausa, in territorio italiano, a poche centinaia di metri dal confine di Stato. Il giudice ha dichiarato l’incompetenza dell’autorità giudiziaria di San Marino per il reato di omissione di soccorso, poiché l’imputato è già stato giudicato in Italia per i medesimi fatti, dove ha patteggiato una pena a tre anni di reclusione e un anno di sospensione della patente davanti al Tribunale di Rimini (e un risarcimento di oltre mezzo milione ai familiari). A blindare la decisione del magistrato sammarinese è stato il principio del ne bis in idem, che vieta di giudicare una persona due volte per lo stesso reato. Essendo la condotta omissiva già stata definitivamente sanzionata dalla magistratura italiana, il Tribunale di San Marino non ha potuto procedere su quel fronte. La sentenza del giudice si è quindi concentrata in via esclusiva sulle violazioni commesse sul territorio della Repubblica, legate alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Per questa contestazione, il sammarinese è stato condannato a due mesi di arresto, 2.000 euro di multa e a un anno di interdizione dalla guida, di cui sei mesi già scontati. Nel frattempo, sul fronte risarcitorio, la famiglia della vittima ha revocato la costituzione di parte civile. L’udienza ha ripercorso la dinamica della tragedia.
Morte Michi, condanna bis per l’investitore
Dichiarato il difetto di giurisdizione sull’omissione di soccorso dopo il patteggiamento a Rimini: due mesi per guida sotto l’effetto di droga










