Anche l’Italia sta imparando a conoscere la scrittura precisa e l’anima emotiva del coreografo Edward Clug, rumeno di nascita, da un ventennio direttore del Balletto del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor, che grazie a lui ha ottenuto riconoscimento internazionale. Finalmente la compagnia arriva a Bologna, ultimo titolo della stagione di danza del Comunale Nouveau, oggi e domani, alle 20.30, con un programma a quattro pezzi dal titolo Cluster. Rappresentativo di un certo periodo dell’artista, come lui stesso ci ha spiegato, tempo fa, incontrato al Teatro Regio di Parma in una tappa della tournée italiana.
"Sono quattro titoli, Proof, Mutual Comfort, Handman e appunto Cluster, che dà il titolo all’intero programma, creati in periodi diversi, nel corso di un decennio, per la stessa compagnia, il Nederlands Dans Theater II, in seguito ripresi per altri ensembles, oltre al Balletto di Maribor".
Brevi coreografie, diremmo semplificando ’astratte’, finemente composte ma anche intrise di quell’umanità sensibile, nonché colta, che anche a un primo colloquio riconosciamo nell’artista e nell’uomo. "Sono balletti diversi da quelli che già conoscete in Italia, come Peer Gynt, rappresentato anche dal Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, o Radio & Juliet, La Sagra della primavera, Carmina Burana, Stabat Mater: tutti nati da suggestioni musicali o letterarie, dove è evidente il mio legame con quegli elementi teatrali che permettono una maggiore comunicazione con il pubblico. La creazione dei brani di questo programma invece è caduta in periodi della mia vita artistica in cui mi sentivo principalmente coreografo, desideroso di esplorare ’solo’ il movimento. È capitato per quattro volte, e sempre accidentalmente. Cluster per esempio, l’ultimo in ordine di tempo, del 2022, è venuto con il mio ritorno in Europa, dopo un grande titolo narrativo, Il Maestro e Margherita, dal romanzo di Bulgakov, creato per il Balletto del Bolshoi di Mosca in tre mesi di lavoro".







