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«Quello non è in vendita» mi dice il commesso del negozio vintage in cui sono entrato a curiosare non appena mi scorge mentre osservo con un certo interesse un cappello con un draghetto verde dalle lunghe orecchie. Pare assurdo, eppure è lui: “Prezzemolo”, la mascotte di Gardaland. Proprio qui? A Tbilisi? Quando gli spiego di che cosa si tratta, s’illumina in un sorriso. Lo ha comprato online, mi racconta, insieme ad una maglietta dell’Inter su cui campeggia la frase “Odio mio cugino”, che mi legge in italiano stentato.

Mi chiedo cosa ne penserebbe K’akha Kaladze, un passato lungo 9 stagioni e quasi 300 partite con la maglia del Milan prima dei due mandati come sindaco della capitale georgiana. D’altra parte, ha altro a cui pensare: la sua recente rielezione ha inasprito le proteste in tutto il Paese, soprattutto nella capitale, verso il governo di Sogno Georgiano, partito politico fondato dal miliardario Bidzina Ivanishvili, da più parti accusato di essere troppo vicino a Putin. Lo stretto rapporto del governo con la Russia è in effetti una delle principali chiavi di lettura delle manifestazioni e il motivo principale per il quale la Georgia trova spazio nei discorsi italiani, come una (ennesima) metafora di scontro di civiltà tra Oriente e Occidente, Russia ed Europa. Forse è anche il motivo per il quale mi è saltato in mente di venire a visitarla.