MESTRE - Ha guadagnato 422 mila euro in cinque anni e l’ha fatto registrando, caricando e vendendo video intimi sulla piattaforma di OnlyFans. Dall’apertura del profilo ad oggi però non ha mai pagato le tasse per la sua attività (né quelle standard, né quella “etica” che compete solo a chi fa “sex work”), evadendo il fisco per un totale complessivo di 170 mila euro. Il suo profilo è finito nel mirino dei controlli della Guardia di finanza che nei giorni scorsi ha notificato l’esito delle indagini all'Agenzia delle entrate. La donna, una venticinquenne originaria dell’Est Europa e residente a Mestre, potrà continuare a lavorare in questo settore ma dovrà farlo pagando le imposte, in primis quelle arretrate. D’ufficio, intanto, le è stata aperta una partita Iva con il codice Ateco relativo all’attività di “influencer di marketing”.

LE INDAGINI La Guardia di finanza ha cominciato a controllare i profili della donna da inizio anno. Sono state due le attività che hanno consentito di scoprire la doppia vita della giovane di Mestre. Da un lato, le liste degli incassi trasmesse annualmente ai finanzieri proprio da OnlyFans. Dall’altra, il passaggio al setaccio dei social - precisamente Instagram e Tik Tok - dove la modella caricava immagini che lasciavano intendere che vi fosse il rimando ad un’ulteriore attività taciuta. Profili molto seguiti, la cui somma dei “follower” arrivava fino ad un totale di 350 mila persone, con video visualizzati anche un massimo di 73 milioni di volte. Dalle verifiche successive è emerso che la venticinquenne svolgeva l’attività solo online e direttamente dalla propria abitazione, dove poi sono state trovate telecamere e dispositivi elettronici del tutto compatibili con il suo lavoro. Nessuna ipotesi di prostituzione: nessun cliente era mai arrivato a casa. È stata la regolarità dei caricamenti sui social a far ulteriormente insospettire le Fiamme gialle. La donna risultava formalmente disoccupata e quella ottenuta tramite OnlyFans era la sua unica fonte di reddito. Il suo stile di vita non era nemmeno particolarmente lussuoso o caratterizzato da spese vistose: ad attirare l’attenzione della Finanza è stata proprio la cadenza pressoché quotidiana con cui la donna sembrava lanciare “inviti” sui social. Per ricostruire gli incassi è stata necessaria un’attività di cooperazione internazionale, dal momento che OnlyFans ha sede all’estero. La giovane, con un listino prezzi che aveva elaborato da sola, riusciva ad incassare circa 7 mila euro al mese: cifre per le quali dal 2021, quando era cominciata la sua attività, non aveva mai pagato le tasse. In cinque anni era riuscita ad incassare 422 mila euro, per un’evasione totale di 170 mila. I finanzieri, scoperta la modalità di guadagno, hanno portato la vicenda sul tavolo dei funzionari dell’Agenzia delle entrate, che ora si occuperà di riscuotere il dovuto. I militari non hanno contestato solo le normali violazioni in materia fiscale – imposte dirette e Iva – ma anche in relazione alla cosiddetta “tassa etica”. Una somma ulteriore spetta solo a chi guadagna tramite la diffusione del materiale per adulti. LE CONSEGUENZE Alla donna non è stato impedito di continuare ad operare nel settore: di per sé, infatti, la vendita di contenuti intimi su piattaforme online non è un’attività illegale, purché la regolarità non venga messa nera su bianco da subito. I finanzieri hanno ordinato, infatti, l’apertura d’ufficio della sua partita Iva, con il codice Ateco di riferimento che da qualche giorno la inquadra come influencer. D’ora in poi dovrà lavorare alla luce del sole.