Cino (Sondrio), 24 giugno 2026 – Nessuna traccia di un possibile impatto con un uccello. Niente sangue, niente piume, niente carcasse, né dentro il cockpit dell’ultraleggero, né all’esterno sulla fusoliera. Improbabile pure lo scontro con un drone. La causa dell’incidente aereo avvenuto la mattina presto del 28 febbraio 2025, un venerdì, nei cieli di Cino, alle porte della provincia di Sondrio, non è un bird strike.

Sebbene manchino certezze, perché i registratori e la telecamere di bordo sono andati perduti, a provocare la rottura del cupolino dell’abitacolo del Risen Superveloce 916 e provocare il ferimento del pilota italo-argentino 59enne Alberto Porto, è stato il “cedimento dell’elemento trasparente in plexiglas del canopy”. È la conclusione a cui sono giunti gli investigatori dell’Ansv, l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, al termine di mesi di indagini, accertamenti, analisi dei dati. Il luogo dell'impatto

I gravi danni subiti

In seguito alla rottura del tettuccio, il pilota ha subito gravi danni ad un occhio, non è stato più in grado di governare l’apparecchio di cui ha perso il controllo ed è precipitato, insieme a Saby, 43 anni, sua compagna e copilota. Si è però aperto il paracadute di emergenza, scongiurando il peggio.