ABANO TERME (PADOVA) - Lei era nuda, incosciente, nella taverna di casa dove dormiva da qualche tempo. Lui in camera da letto, confuso, con graffi al volto e un livido in testa. Lei, 69 anni, è in Terapia intensiva all’ospedale di Padova ed è in pericolo di vita per una forte botta che le ha causato un’emorragia cerebrale; lui, 72, è in osservazione al Policlinico di Abano ma se la caverà con qualche giorno di prognosi. Sono moglie e marito e sono i protagonisti del giallo che si è disvelato lunedì sera attorno alle 23 in via Tito Livio ad Abano, un quartiere residenziale fatto di villette (alcune a schiera) a poche centinaia di metri dal centro della cittadina termale, quando nella loro abitazione sono entrati i carabinieri della Compagnia di Abano, avvertiti dal figlio della coppia che li ha chiamati preoccupato spiegando che non sentiva i genitori da due giorni, almeno da sabato.

Nel tardo pomeriggio di ieri, dopo una giornata di sopralluoghi da parte dei carabinieri del nucleo Investigativo, accompagnati dal sostituto procuratore Sergio Dini e dal medico legale Sindi Visentin, è stata aperta un’inchiesta con l’accusa di tentato omicidio. Nessun nome figura sulla copertina dell’incartamento, anche perché la dinamica di quanto successo è ancora tutta da decifrare. A farsi strada però, è l’idea di una lite tra i due coniugi dal momento che né le porte né le finestre dell’abitazione (ora sotto sequestro) hanno segni di forzatura e l’ipotesi di una rapina finita male che ha perso sostanza con il passare dei minuti.Marito e moglie trovati feriti in casa: lei era a letto svenuta, lui in stato confusionale. Le indagini e il sopralluogo VIDEO L’ALLARME In via Tito Livio le sirene arrivano attorno alle 23 di lunedì sera. Poco prima il figlio del 72enne e della 69enne era entrato, con le sue chiavi, nella casa dei genitori, avvertendo la centrale operativa dei carabinieri del fatto che erano già passati due giorni dall’ultimo contatto con i genitori. È a lui e a una pattuglia del radiomobile della Compagnia di Abano che si presenta la scena sulla quale ora gli investigatori stanno lavorando a ritroso per ricostruire quanto accaduto. La madre è in taverna: incosciente, respira a fatica e ha una botta in testa. Il padre nella stanza da letto matrimoniale, vaneggia, annebbiato da un mix di pastiglie e di alcol. Anche lui ha una ferita alla testa e dei segni al volto, simili a dei graffi. All’esterno dell’abitazione arrivano anche due ambulanze che portano l’uomo e la donna al Pronto soccorso del Policlinico aponense da dove, nella tarda mattinata di ieri, la 69enne viene trasferita a Padova a causa del peggioramento delle condizioni; mentre l’uomo rimane cosciente di fronte ai medici di Abano.LE INDAGINI Negli stessi istanti partono le indagini che si dipanano per tutta la giornata di ieri: in caserma ad Abano vengono sentiti i familiari della coppia, i vicini di casa e quanti fossero a conoscenza del rapporto tra i due; nella villetta di via Tito Livio invece i sopralluoghi vanno avanti fino al tardo pomeriggio, con i carabinieri che hanno sequestrato e repertato tutti gli oggetti utili a capire cosa sia successo. E quando: al momento l’unico riferimento temporale sul quale si muovono gli inquirenti, sono i due giorni di silenzio raccontati dal figlio della coppia. Con loro anche il medico legale che ha visitato i due anziani stabilendo come le ferite siano compatibili tanto con un’aggressione vera e propria quanto con delle cadute. In casa, carabinieri e sostituto procuratore, hanno trovato una situazione di disordine.L’IPOTESI Secondo una prima ricostruzione effettuata dal nucleo Investigativo dell’Arma, alcuni giorni fa marito e moglie avrebbero avuto una forte discussione che sarebbe sfociata in un corpo a corpo, più che in una violenza mirata. Lui l’avrebbe spinta e lei sarebbe scivolata, sbattendo la testa e svenendo. Non sarebbe stato infatti sequestrato nessun oggetto usato come arma. A quel punto il 72enne si sarebbe spaventato per quanto accaduto e si sarebbe rifugiato nella loro stanza da letto e avrebbe iniziato a bere ingerendo anche alcune pastiglie come a voler cancellare dalla propria testa quanto vissuto pochi istanti prima. Quello che gli investigatori hanno intenzione di capire, però, è come mai la donna sia stata trovata nuda nella taverna nella quale dormiva di solito.NESSUNA VERSIONE Per rimettere insieme tutti i pezzi del puzzle, gli investigatori aspettano di ascoltare la versione del 72enne, cosciente, sì, ma non ancora abbastanza lucido da poter tornare con la memoria ai giorni precedenti e dire cosa sia successo. I carabinieri hanno anche provato, già lunedì sera, a farsi dare almeno un canovaccio sul quale lavorare, senza però che l’anziano fosse in grado di mettere insieme ricordi utili. Nel frattempo sono state analizzate anche le chiamate di emergenza ed è emerso che mai ci fosse stata una richiesta di intervento dalla villetta della coppia di via Tito Livio.