Nove ore al giorno al buio, davanti a uno schermo.

Per quasi trent’anni, quella è stata la vita di Paolo Cortese: una sala di incisione, il doppiaggio, un lavoro che non aveva scelto ma che aveva imparato ad abitare.

Ma fuori, nel frattempo, c’era altro.

Qualcosa che piano piano ha iniziato ad assomigliare a una risposta.

"Qualcosa che aveva a che fare con la bellezza”, precisa Paolo, romano, ogg…