Si iscrivevano direttamente al quinto anno di ragioneria, indirizzo amministrazione, finanza e marketing, senza aver trascorso nemmeno un giorno tra i banchi di scuola. Tutto finto, senza nemmeno il disturbo di dover firmare un documento, men che mai di sostenere una prova. E sono almeno 80 gli studenti che avrebbero approfittato, a pagamento, delle opportunità offerte da un istituto paritario. Singolare la provenienza degli alunni, tutti residenti prevalentemente in regioni come la Lombardia, la Sardegna ed il Piemonte. Sede legale a Caserta, presidi fisici, si fa per dire, ad Acerra ed Orta di Atella: da ieri l’istituto non potrà più alimentare l’ignoranza di tanti alunni alla ricerca di una scorciatoia per ottenere un titolo di studio, un pezzo di carta che nella vita può sempre servire. A mettere fine a tutto questo, ieri ci hanno pensato i finanzieri del comando provinciale di Napoli che, su delega della Procura di Nola diretta da Marco Del Gaudio, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di piazza Giordano Bruno. Sotto la lente una società di capitali attiva nel settore della formazione paritaria.
Il sequestro Il sequestro ha riguardato anche il patrimonio aziendale dell’impresa. Inchiesta condotta dalle fiamme gialle della compagnia di Casalnuovo a finire nelle maglie della giustizia anche 9 persone, indagate per i diplomi falsi. Tra loro anche 3 docenti oltre ai responsabili della società ed il personale amministrativo. Oltre al sequestro, contestualmente l’ufficio della Procura ha emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti degli indagati. Sono accusati dei reati di associazione per delinquere e falso in atto pubblico finalizzati al rilascio di diplomi di idoneità alla frequentazione della classe quinta della scuola secondaria di secondo grado. L’attività investigativa prosegue da tempo: non sembra essere, infatti, un caso la cessazione di una prima società e la creazione di una nuova azienda. Non è servito visto che il sequestra ha riguardato proprio quest’ultima. Sull’inchiesta è intervenuto anche il ministro Giuseppe Valditara: «La scuola italiana si fonda sul merito, sull’impegno e sulla serietà. Per questo abbiamo avviato una decisa azione di contrasto ai diplomifici. Lo Stato deve essere inflessibile. Nel 2026 per la prima volta si registra un calo dei candidati provenienti dalle scuole paritarie a iniziare dalla Campania. La legalità è la condizione imprescindibile per valorizzare il merito». Promozioni facili Ad Acerra, un vero e proprio traffico virtuale di studenti, domiciliati soltanto nel napoletano, tutti attirati dalla promozione più che facile, dalla possibilità di saltare le tappe e di accedere direttamente all’ultimo anno della carriera scolastica. Un castello di bugie, di carte e firme false, venuto fuori grazie alla intensa attività di indagine della Guardia di Finanza che oltre ai sequestri e all’acquisizione della documentazione hanno anche ascoltato gli aspiranti maturandi come persone informate dei fatti. Difficile non accorgersi del raggiro visto che le firme in calce ai differenti documenti, in teoria apposte dagli alunni, sono in realtà riconducibili alla grafia della stessa persona complice dell’organizzazione. Sembrerebbe, infatti, che buona parte degli studenti non si sia mai recata ad Acerra per sostenere gli esami, contrariamente a quanto certificato. A destare più di un sospetto le incongruenze riscontrare negli atti acquisiti durante le perquisizioni, a cominciare dalla singolare somiglianza tra le firme dei candidati oltre che gli elaborati privi dell’identificazione.«Il provvedimento di sequestro - spiegano in una nota gli investigatori - dispone un vincolo sull’intera attività della società che costituisce la prosecuzione dell’istituto paritario, originariamente coinvolto nelle indagini e ora formalmente cessato». Le indagini sul diplomificio continuano per dare risposte anche ad altre domande sul pacchetto “4 più uno” offerto dalla scuola paritaria che ha incassato cifre importanti. Tra le altre anche la curiosa e singolare concentrazione dei candidati, tutti provenienti dal Nord e dalla Sardegna. È possibile che sia stato alimentato il passaparola o che i potenziali clienti siano stati attratti dal marketing sui social.








