Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiValorizzare conoscenze, trasferire competenze e aprirsi all’internazionalizzazione tutelando i giovani: sono queste le direttrici su cui si muove il Protocollo di intesa «CAMI - Competence in Action for Made in ltaly», che vede la collaborazione tra Università di Salerno e Confindustria Salerno.
Il protocollo è stato firmato in questi giorni e pone l’accento sulla valorizzazione del patrimonio Made in Italy con una sinergia di lungo periodo (per adesso l’accordo avrà due anni di vigore). Si lavora a percorsi di formazione con mobilità di studenti, ricercatori, docenti e imprenditori per il rafforzamento del Made ln ltaly nei paesi target; la promozione di iniziative di imprenditorialità innovativa, sostenibile e di respiro globale; e, come abbiamo detto, competenze per l’internazionalizzazione.
Gli obiettivi del Protocollo CAMI
Soddisfatto il Rettore dell’ateneo salernitano, professor Virgilio D’Antonio, che sottolinea a Controcampus.it: «Per un territorio come il nostro è essenziale che i giovani diventino una risorsa pr le imprese locali. Al contempo, l’università aspira a diventare hub di innovazione per le nuove sperimentazioni che le aziende intendono avviare, sia in Italia che all’estero». Gli fa eco il presidente di Confindustria Salerno, Antonio Sada: «Il protocollo è pensato per facilitare l’internazionalizzazione dei giovani studenti e laureati dell’Ateneo, creando un ponte col mondo delle imprese». Ce n’è bisogno: secondo i dati della Confindustria salernitana al momento oltre il 55% delle aziende locali non riescono a trovare competenze necessarie e molti studenti optano per opportunità all’estero.






