I termini di candidatura sono stati chiusi il 4 di questo mese. Le prove scritte si sono svolte ieri alla Mostra d’Oltremare. Sono ore di attesa per le 2100 maestre d’asilo che si sono presentate alla struttura di Fuorigrotta per il concorso bandito dal Comune. A concorso solamente 41 posti, ma la graduatoria - che sarà aperta per tre anni - inizierà a scorrere da subito. Entro luglio saranno assunte quelle che avranno superato la prove, ma alla fine per il nuovo anno scolastico saranno circa in 100 a trovare una classe.
«Il Comune - si legge sul home page - nell’ambito del Piano dei fabbisogni di personale 2026/2028, ha previsto il reclutamento - tramite concorso pubblico - di 43 unità di personale, a tempo pieno ed indeterminato, di cui 41 maestre e 2 istruttori direttivi informatici». Il concorso è stato bandito il 5 maggio. E a Palazzo San Giacomo si aspettavano una grande partecipazione atteso che nel bando è stato sosttolineato come «In particolare, per il profilo di Maestra/o sono stati previsti, visto l’alto numero di partecipanti, 3 sessioni di prove». Per il profilo di Istruttore direttivo informatico sono invece pervenute 300 candidature.«Il Comune- si legge - provvederà poi alla pubblicazione delle graduatorie finali di merito. Il concorso ha visto un ampia partecipazione - anche più alta di precedenti esperienze paragonabili - a testimonianza della grande attesa da parte dei cittadini e l’importanza delle ricadute occupazionali. L’assunzione in servizio è prevista per la fine di luglio 2026». Un concorso con tutte le operazioni che prevede passato per la direzione generale del Municipio napoletano retta da Pasquale Granata. A Palazzo San Giacomo sono soddisfatti: «L’organizzazione disposta dalle competenti strutture del Comune, ha consentito - si legge in una nota - l’ordinato svolgimento delle due giornate concorsuali, senza alcun disagio registrato in prossimità della Mostra D’Oltremare e soprattutto senza alcuna difficoltà per i partecipanti, che, nonostante l’elevato numero, hanno beneficiato di accurate misure di accoglienza, anche con il supporto della Protezione Civile dell’Ente, e tempi di attesa che non hanno superato quelli minimi richiesti dalla procedura». Si parla di maestre e quindi anche di scuole a livello fisico, cioè la struttura. A Pianura la Massimo Troisi, l’Istituto Comprensivo di via De Chirico, sta avendo una nuova vita. Grazie ai fondi del Pnrr - a curare il Pnrr scuole per il Comune è l’ingegnere Francesco Greco - è la prima scuola «NZEB» cioè un edificio che non emette Co2 ed è completamente autosufficiente. Abbattimento e soprattutto ricostruzione ormai alle battute finali. L’abbattimento è partito a giugno di 2 anni fa e l’Istituto vista la fase avanzatissima dei lavori dovrebbe essere pronto già per il prossimo anno scolastico. «La realizzazione dell’opera è finanziata dal Pnrr - fanno sapere da Palazzo San Giacomo - nell’ambito di “Scuola Futura”.Il Comune è tra i vincitori del bando di concorso promosso dal Ministero dell’Istruzione per la progettazione e realizzazione in tutta Italia di 212 scuole innovative, sostenibili, sicure e inclusive. Complessivamente, i progetti presentati erano stati 1737. L’importo dei lavori per la demolizione e ricostruzione dell’Istituto comprensivo è di 4,5 milioni». Territorio fragile quello di Pianura e per questo tra le caratteristiche del nuovo polo scolastico ha quello dell’antisismicità, consumo zero di energia e soluzioni innovative per i bambini e per la comunità. Giova sottolinearlo ancora la l’Istituto Troisi sarà la prima scuole completamente autonoma sotto il profilo energetico e a emissioni zero di anidride carbonica.«Questa di Pianura - fanno sapere sempre dal Comune - sarà una scuola innovativa e anche autosufficiente dal punto di vista energetico, ma soprattutto sarà parte del territorio con un playground, un’arena e uno spazio che integra varie possibilità di creare relazioni educative importanti. Il progetto è stato riconosciuto come uno dei più innovativi d’Italia, ma in questo momento abbiamo tanti interventi in atto per l’edilizia scolastica, sia con interventi di abbattimento e ricostruzione come questo, sia con importanti opere di riqualificazione che interessano scuole, palestre, asili nido e scuole dell’infanzia».







