“Una delle linee guida che ho dato al mio team è di prendere l'enciclica del Papa e di usarla come punto di riferimento per i valori e la direzione di sviluppo del modello”, assicura Uljan Sharka, fondatore e Ceo di Domyn, l’unicorno italiano che svilupperà la prima vera IA sovrana europea. Nell’intervista rilasciata a Italian Tech, il noto imprenditore informatico è già concentrato sulla programmazione dei prossimi 12 mesi. Giovedì sera la Commissione europea ha ufficializzato la scelta del consorzio Europa come vincitore della Frontier AI Grand Challenge, la competizione lanciata il 13 febbraio nell'ambito dell'Apply AI Strategy per sviluppare il primo modello di intelligenza artificiale di frontiera costruito e addestrato interamente su infrastrutture europee. A guidare il consorzio proprio Domyn, in collaborazione con l’ente di ricerca applicata Fraunhofer-Gesellschaft.
Una competizione per la sovranità tecnologica
La Frontier AI Grand Challenge, parte dell'Apply AI Strategy della Commissione europea, nasce da un'esigenza politica precisa: costruire capacità autonoma nell'IA avanzata in Europa, riducendo la dipendenza da fornitori extraeuropei. Il bando, implementato attraverso il progetto AI-Boost, prevedeva che il consorzio vincitore sviluppasse un modello con capacità equivalente ad almeno 400 miliardi di parametri, capace di superare i sistemi più avanzati su un'ampia gamma di compiti e che fosse addestrato sui supercomputer della rete EuroHPC, incluso il sistema exascale Jupiter.









