A quasi dodici anni dal naufragio del traghetto Norman Atlantic al largo delle coste albanesi, avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 2014 causando la morte di 31 persone, 19 tuttora disperse, e il ferimento di altri 64 dei circa 500 passeggeri a bordo, la procura generale di Bari ha chiesto alla Corte di Appello la condanna di nove dei 21 imputati assolti in primo grado, tra i quali l’armatore Carlo Visentini, alcuni componenti italiani e greci dell’equipaggio e le due società proprietaria e noleggiatrice della motonave. Si va verso il concordato per gli unici tre imputati già condannati in primo grado per naufragio colposo: il comandante Argilio Giacomazzi e i due componenti dell’equipaggio Gianluca Assante e Francesco Nardulli. Per Giacomazzi, condannato a 6 anni, il concordato prevede 4 anni di arresti domiciliari; per il primo ufficiale di macchina Assante, condannato a cinque anni e quattro mesi, proposta di concordato a 3 anni e lavori di pubblica utilità; per il marittimo Nardulli, condannato a 3 anni, proposta di concordato a 2 anni con pena sospesa.
Per gli imputati assolti o prosciolti per prescrizione nel processo di primo grado, la procura generale ha chiesto condanne fino a 4 anni e 8 mesi di reclusione (la più alta per Visentini) insistendo per il riconoscimento dell’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, esclusa dal Tribunale di Bari. Chieste, inoltre, sanzioni amministrative per le due società Visemar (proprietaria del mezzo) e la greca Anek (noleggiante) pari rispettivamente a 400mila e a 600mila euro. Si tornerà in aula il 2 e l’8 luglio per la conclusione delle arringhe e la sentenza.







