Semplice, affidabile, inclusivo. Facile anche per chi non è abituato alla tecnologia. Gratuito per i servizi di base offerti ai cittadini. Utilizzabile in tutta l’area dell’euro, online e offline e quindi con resilienza sistemica senza pari. Accessibile alle persone con disabilità visive, motorie o cognitive. Dotato di un numero di accesso individuale per gli utilizzatori e di un marchio per identificarlo all’istante. Conveniente per gli esercenti. Rispettoso della privacy. Distribuito dagli intermediari privati, tra i quali in primis le banche, ma emesso dalla Banca centrale europea con lo stesso status delle banconote. Totalmente e fondamentalmente diverso da stablecoins e cripto-attività. Non da ultimo, protettore della sovranità monetaria europea e della sicurezza economica dell’area dell’euro e della Ue.L’euro digitale sarà tutto questo. A scandirlo è stata ieri Chiara Scotti, vice direttrice generale della Banca d’Italia e responsabile del progetto dell’euro digitale all’interno del direttorio. Intervenuta al Festival dell’Economia di Trento per spiegare ai cittadini “cosa è l’euro digitale e a cosa serve”, Scotti ha subito detto che il progetto dell’equivalente digitale del contante le sta molto a cuore. «Che cosa avremmo in più con l’euro digitale? Avremmo una forma digitale di euro che sarà pubblica, europea, gratuita per l’uso di base, e utilizzabile in tutta l’area dell’euro nelle principali situazioni di pagamento: nei negozi, nell’e-commerce, tra cittadini e potenzialmente anche offline», ha spiegato rivolgendosi a un pubblico di giovanissimi e di persone anziane, tutti interessati a capire quale sarà il futuro dell’euro nell’era digitale.«Questo è il punto fondamentale: l’euro digitale non sostituisce il contante, ma porta nel digitale alcune caratteristiche del contante — semplicità, affidabilità, accessibilità, accettazione ampia, natura pubblica della moneta», ha aggiunto.Scotti ha poi rivelato qualche novità. La Bce ha avviato una collaborazione con la Fondazione Once – un’organizzazione spagnola che da quasi 90 anni lavora per l’inclusione delle persone con disabilità – «per assicurarsi che l’euro digitale sia progettato per essere davvero utilizzabile da tutti».Inoltre, rispetto agli attuali sistemi di pagamento, l’euro digitale avrà il Dean – Digital Euro Access Number, l’equivalente dell’Iban. Questo significa che i cittadini potranno passare liberamente da un fornitore di servizi di pagamento all’altro mantenendo lo stesso conto in euro digitale. «Cambiando intermediario manterremo il Dean – ha puntualizzato Scotti -. È un principio semplice ma importante, perché promuove la concorrenza tra gli intermediari e tutela la libertà di scelta dei consumatori».
L’euro digitale non sostituirà il contante, lo completerà
È la tesi di Chiara Scotti, vice dg della Banca d’Italia, che da Trento ha anticipato un ruolo di Via Nazionale nella costruzione della piattaforma che gestirà il regolamento delle transazioni







