"Mi scuso con lo Stato italiano e la sua famiglia...se posso far qualcosa per la sua famiglia", è stato un altro passaggio della confessione del 25enne davanti alla pm Francesca Crupi
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"Non l'ho visto cadere...stavo pensando di costituirmi, volevo confrontarmi con il mio avvocato". Il 25enne di origine albanese spiega agli inquirenti la sua versione dei fatti. È un passaggio della confessione davanti alla pm Francesca Crupi, che conduce l'indagine sull'inseguimento finito in tragedia della scorsa notte, in cui ha perso la vita l'agente della polizia locale, Francesco Imprezzabile, caduto con la moto di servizio dopo aver tentato di bloccare il Suv.Nell'auto oltre al giovane incensurato alla guida - a suo carico risulta un obbligo di firma - c'erano altri tre amici, ma nessuno risulta indagato. Il 25enne è stato fermato dalla polizia locale a casa di un amico a Monza. Ha detto ancora: "Mi scuso con lo Stato italiano e la sua famiglia...se posso far qualcosa per la sua famiglia", è stato un altro passaggio della confessione. "Ero io alla guida, lui mi ha intimato l'alt, ma io avevo pochi grammi di hashish, non volevo guai e sono scappato..." le parole agli inquirenti.










