La riforma dell'accesso a Medicina ha invertito un modello selettivo superato e sta producendo risultati positivi. Lo ha affermato la ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, intervenendo all'assemblea di Farmindustria.
"Il cambio di paradigma che ha fatto la differenza è stato non selezionare le studentesse e gli studenti con un 'test-ghigliottina' per lo più basato su presupposti selettivi abbastanza discutibili", ha detto Bernini. "Abbiamo invertito questo paradigma, portando tutti gli studenti all'interno dell'università e formandoli per sei mesi. Mentre prima, date 100 persone che applicavano per entrare, ne entravano 20 e ne rimanevano fuori 80, adesso 80 entrano e 20 o rimangono su materie affine o fanno scelte diverse", ha proseguito la ministra.
Bernini ha annunciato inoltre che a breve sarà emanato un nuovo decreto che confermerà l'impianto della riforma, dopo che i ricorsi presentati contro il nuovo modello sono stati respinti. "L'impianto è stato confermato. Il senso è quello di trasformare un test selettivo aprioristico assolutamente rigido e poco selettivo in un modello flessibile che consente ai ragazzi di adattarsi al tempo che cambia e alle nuove professionalità che devono soddisfare le esigenze di questo tempo", ha concluso Bernini.






