Francesca Ercolini potrebbe essersi difesa da una aggressione. È ultimo nuovo elemento che emerge dall'inchiesta sulla magistrata di Campobasso trovata senza vita nella sua casa di Pesaro il giorno di Santo Stefano del 2022. Le nuove indagini, che ipotizzano l'omicidio, rivelano lesioni sulle mani, unghie rotte e un ematoma alla testa.
Lesioni rilevabili dalle foto scattate durante il sopralluogo in viale Zara, nella casa della donna, ma che non sono state valorizzate dalla prima autopsia. Segni che, ha ipotizzato la procuratrice dell'Aquila Roberta D'Avolio, non escludono che Francesca Ercolini di sia difesa da un'aggressione. Quei segni, compresa un'unghiatura lungo il collo, sono ritenuti invece di fondamentale importanza per una diagnosi che distingua la morte per impiccamento, e quindi il suicidio, e un'aggressione che si è invece conclusa con uno strangolamento.
Per questo la procura ha chiesto di approfondire nella seconda autopsia quei segni che, senza osservare le linee guida dettate dalla comunità scientifica internazionale nei casi di morte da impiccamento, sono state tralasciate dal medico legale che ha eseguito il primo esame e che oggi è iscritto nel registro degli indagati.









