Nelle calli di Ortigia, dove il sale del mare incontra il vociare dei turisti, c’è un indirizzo che in questi giorni profuma d’Argentina. È il ritrovo ideato da Fernando Spinelli: ex calciatore oggi tecnico, imprenditore della ristorazione e, per molti, un piccolo ambasciatore albiceleste a Siracusa. Qui, tra bandiere, maglie con i nomi di Messi e Lautaro e tatuaggi che rimandano alle radici sudamericane, si consuma ogni sera una piccola festa popolare che sa di patria lontana e di comunità ritrovata.
Un ritrovo che è già comunità. «Siamo circa 300 in tutta Siracusa — racconta Spinelli — e l’occasione dei mondiali è diventata anche quella di ritrovarsi tutti qui: per tifare, scambiare due chiacchiere e tenere sempre vive le nostre origini». La scena è eloquente: schermi sintonizzati, cori improvvisati, gruppi che si alternano tra un boccone e l’altro, con i piatti e i sapori rigorosamente “de marca” argentina. Non è solo un locale: è un punto di ritrovo, una piccola comunità che celebra la propria identità culturale attraverso cibo, calcio e convivialità al sapore di asado o empanadas.
C’è però un’altra trama che sfuma dal bancone alla tribuna: il calcio professionistico. Spinelli non è più solo l’oste e l’ex giocatore di casa; nelle ultime ore il suo nome è circolato anche in chiave sportiva, perché potrebbe seguire Marco Turati a Catanzaro in Serie B. Un passaggio che collega idealmente il calore di Ortigia ai riflettori di uno stadio di categoria superiore.









