La lite tra una coppia di turisti milanesi e una bagnante triestina riaccende il dibattito sul Pedocin, l'ultima spiaggia divisa per sessi d'Europa.

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Un euro e venti l’ingresso, un muro bianco alto tre metri al centro della sabbia e una regola che a Trieste perdura da decenni: uomini di qua, donne di là. Il Pedocìn esiste da oltre un secolo con praticamente le stesse regole, ed è l’ultima spiaggia d’Italia, e forse d’Europa, dove resiste la divisione per sessi resiste. Sabato 20 giugno, verso le cinque del pomeriggio, quel muro è diventato il pretesto per una sceneggiata che vale la pena raccontare per intero, perché dice molto più di chi l’ha messa in scena che del luogo che pretendeva di giudicare. La ricostruzione la firma Il Piccolo di Trieste, il principale quotidiano locale della città. Una coppia di turisti entra nello stabilimento e si sistema nella zona maschile. A richiamarli è una bagnante triestina di cinquant’anni che in quel momento si trova proprio nel settore degli uomini insieme al marito per assistere il figlio con disabilità, una delle eccezioni previste e accettate dal regolamento. La signora fa notare la regola con garbo. La reazione è tutt’altro che garbata.