Addio a Mario Santella. A darne notizia l'ex compagna Maria Luisa in un post sui social e anche i figli del noto attore e regista teatrale napoletano scomparso oggi. «Nostro padre Mario Santella nella notte se n'è andato - scrivono i figli -. È stata una cosa improvvisa e inaspettata. Non ha sofferto. È rimasto sempre lucido fino all'ultimo, senza mai pensare alla morte. Ha continuato a pensare e a parlare della vita, delle cose quotidiane. Era solo un po' scocciato e insofferente per la situazione, come spesso gli succedeva. Era come quando in sala d'attesa si innervosiva per il tempo che stava sprecando... Poi si è girato su un fianco e si è addormentato, e dopo pochi minuti se n'è andato».

«Nostro padre era un poeta che scriveva sulla sabbia, che viveva nel presente. Un comunista libertario che con gli anni si era avvicinato all'anarchia. Amava spesso dire con ironia di tanti suoi coetanei "si nasce incendiari e si muore pompieri". Lui è rimasto un sognatore, un poeta e un sovversivo fino all'ultimo giorno della sua vita. Per chi volesse dare un ultimo saluto a Mario può passare alla sala mortuaria del Pellegrini oggi fino alle 18,00 e domani fino alle 13,00».Santella esordì giovanissimo sul palcoscenico insieme a Maria Luisa. È stato una figura chiave dell'avanguardia e della ricerca teatrale partenopea. Ha animato il Gruppo Teatro Vorlensungen insieme a figure come Renato Carpentieri. Ha fondato la storica compagnia Teatro Alfred Jarry, con cui ha diretto e interpretato numerosi spettacoli e laboratori. È autore del libro Lessico dell'attore (Colonnese), un ironico e agile dizionario incentrato sul linguaggio e sulla visione del fatto teatrale.Aprì con la moglie l'allora Teatro Ausonia, attuale Teatro Totò. Sul grande schermo, Mario Santella ha preso parte a importanti pellicole del cinema d'autore italiano, collaborando con registi di rilievo come Habemus Papam (2011) di Nanni Moretti, Chimera (2001) di Pappi Corsicato, Sud (1993) di Gabriele Salvatores, Morte di un matematico napoletano (1992) di Mario Martone, Mi manda Picone (1983) di Nanni Loy. In televisione viene ricordato, tra le altre cose, per la sua partecipazione allo sceneggiato La vita di Antonio Petito diretto da Gennaro Magliulo.