Quando per ogni dipendente lavorano decine di agenti IA che accedono ai dati senza passare da un'interfaccia umana, il confine della sicurezza smette di coincidere con il perimetro dell'infrastruttura e si sposta sul dato stesso. È attorno a questa idea che Veeam ha costruito la tappa milanese del VeeamON Tour 2026, l'appuntamento con cui ha portato davanti a partner e clienti italiani le novità presentate poche settimane prima a VeeamON New York. L'evento, ospitato in una cornice museale milanese legata a Leonardo e alla storia della scienza, è caduto in un anno simbolico, perché l'azienda compie vent'anni, essendo nata nel 2006 attorno alla protezione delle macchine virtuali.

Vent'anni dopo, la terza era del dato

A fare gli onori di casa è stato Alessio Di Benedetto, Country Manager per l'Italia di Veeam, che ha richiamato la dimensione raggiunta dall'azienda: oltre 550.000 clienti in più di 150 paesi, l'80% delle realtà del Fortune 500 e un fatturato superiore ai 2 miliardi di dollari realizzato soltanto con il software. È la base da cui Veeam sta ridefinendo la propria identità, perché l'azienda nata come specialista del backup oggi mette al centro la fiducia nei dati e nell'IA e si presenta come Data and AI Trust Company. Dietro questo cambio di rotta c'è un atto concreto, l'acquisizione per 1,7 miliardi di dollari di Securiti AI, specialista della gestione della sicurezza dei dati (Data Security Posture Management, o DSPM), completata alla fine del 2025.