di
Gennaro Scala
Le serate con gli amici in discoteca e la musica: queste le sue passioni
Lorenzo Spasiano, il 21enne ucciso a Napoli con un colpo di pistola al torace, viveva a Miano in un quartiere difficile, ma sembra non avesse contatti con la criminalità. Nessun precedente, un lavoro da operaio e la voglia di divertirsi, come fanno i ragazzi di 21 anni. Discoteche, viaggi. E tatuaggi. Ne aveva diversi: due rose speculari sul torace, insieme alla scritta “Isabel”. Sulla schiena, invece, una citazione latina attribuita a Giulio Cesare: “Veni, vidi, vici”.
Nei post sui varie piattaforme social musica trap, frasi motivazionali. Tracce di una storia d’amore datata. E anche una sorta di soprannome: “Piccolo santo”, con un’ala bianca all’inizio e una alla fine. E poi piccoli balletti con gli amici, risate. Persino una challenge in cui usa la margarina come gel per capelli.











