Mentre in Italia il generale cresce nei sondaggi, a Bruxelles c’è un’autorità che può decidere sul destino del gruppo dove milita il leader di Futuro nazionale. Le accuse? Attacco allo stato di diritto, alla dignità umana e alle minoranze. In gioco ci sono 2 milioni di sovvenzioni solo nel 2026.

Al generale Roberto Vannacci piace la retorica dello scarto, dei rifiuti degli altri, della «sporca dozzina» con cui formare il suo partito. «Siamo la feccia, i figli di nessuno e siamo fierissimi di esserlo», ha detto durante la costituente di Futuro nazionale. Solo che ora questa narrazione sugli impresentabili gli si potrebbe ritorcere contro, almeno a Bruxelles. Un organismo semi-sconosciuto, l’Autorità per i partiti politici europei (Appf), ha infatti individuato elementi che mettono in dubbio la conformità del gruppo politico Europe of sovereign nations (Esn) – cioè i Sovranisti europei – rispetto ai valori fondanti dell’Unione, dando seguito alle richieste della sinistra che ha avviato un’indagine formale. È proprio il gruppo di Vannacci, che a febbraio 2026 è passato dai Patrioti ai Sovranisti. E in un futuro non lontano potrebbero esserci ripercussioni, sia economiche sia politiche.