Addio a Guesch Patti, cantante francese dalla personalità inconfondibile che negli anni Ottanta seppe lasciare un segno profondo nella musica europea grazie a ''Étienne'', una delle canzoni più provocatorie, originali e riconoscibili del decennio. E' morta all'età di 80 anni a Parigi, dopo una lunga malattia, come annunciato dal suo rappresentante Sébastien d'Assigny. Con lei scompare una figura atipica del panorama musicale francese: cantante, ballerina, attrice e performer capace di attraversare generi e linguaggi artistici senza mai piegarsi completamente alle logiche dell'industria dello spettacolo. Nata come Patricia Porrasse il 16 marzo 1946 a Neuilly-sur-Seine, alle porte di Parigi, Guesch Patti proveniva da una famiglia legata al mondo dello spettacolo. Era figlia dell'impresario e direttore artistico Jean Porrasse e figlioccia del celebre attore Bernard Blier. Il nome d'arte che l'avrebbe resa famosa univa il soprannome con cui era chiamata da bambina, ''Guesch'', a una versione abbreviata del suo nome di battesimo, Patricia. Prima della musica arrivò la danza. Fin da giovanissima mostrò un talento straordinario che la portò, a soli nove anni, a entrare come ''petit rat'' all'Opéra di Parigi, una delle scuole più prestigiose del mondo. Lavorò con figure fondamentali della coreografia francese e internazionale come Roland Petit, Carolyn Carlson e Pina Bausch, costruendo una formazione artistica rigorosa e raffinata. Quella disciplina del corpo e del movimento sarebbe rimasta una componente essenziale della sua identità artistica, influenzando profondamente anche le sue future esibizioni musicali.
Addio a Guesch Patti, la voce francese che lasciò il segno con “Étienne”
Aveva ottant’anni: cantante, ballerina, attrice e performer, passò dall’Opéra di Parigi alla musica pop










