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Sandro Orlando

Nella quinta edizione dell’Indice di vivibilità climatica elaborato dal Corriere della Sera e da ilMeteo.it. la città è precipitata al 77esimo posto

L’anno scorso a Torino si sono contati 21 giorni di caldo africano, cioè con temperature massime superiori ai 34°C, più di quanti se ne sono avuti a Palermo, Catania, Bari e Napoli. All’inizio nel millennio ce n’era stato solo uno. Basterebbe già questo dato a fotografare la crisi climatica vissuta dal capoluogo piemontese in un quarto di secolo. Un deterioramento che ha investito tutta la pianura Padana e più in genere il Nord Italia, e che spiega anche perché Torino sia precipitata nel 2025 al 77esimo posto nella quinta edizione dell’Indice di vivibilità climatica elaborato dal Corriere della Sera insieme con ilMeteo.it.

Una classifica ottenuta mettendo a confronto i dati orari raccolti dalle centraline meteo di tutte le province italiane con i modelli di rianalisi del Centro europeo di previsioni a medio termine (Ecmwf). Un lavoro monumentale realizzato analizzando centinaia di milioni di dati sulla base di 17 parametri. Come le notti tropicali, cioè con temperature minime superiori ai 20°C, che sempre nel caso di Torino si sono quasi sestuplicate in un quarto di secolo, passando dalle 6 del 2000 alle 35 del 2025.