MILANO. Edoardo Winspeare sta scrivendo un libro-lettera che supera le 500 pagine. «È per mia figlia sedicenne, ma non mi sembra interessata. È un libro di memorie della nostra casa, che poi è diventato il film Vita mia (uscito ad aprile, è in arene e rassegne estive con Draka Distribution, ndr). Mi piaceva avere una protagonista che in qualche modo potesse sembrare mia madre».
Ha voluto Dominique Sanda, una bella signora di 75 anni con la grazia della sua età, che vive in Argentina con il marito filosofo.
«Mi sembrava perfetta. Prima di incontrarla ho rivisto i suoi film: Il giardino dei Finzi Contini, Novecento, ovviamente Il conformista. È un’attrice molto brava, ma mi piace anche perché non “attoreggia”. Non ha quella cosa di certi attori che sembrano dire: guardatemi, adesso sono intenso. Lei è naturale. Quando Bresson la scoprì, scegliendola per Così bella, così dolce, era poco più che una ragazzina, non ha fatto una scuola di recitazione nel senso tradizionale».
Perché ha scelto proprio lei e non un’altra grande signora del cinema? Forse perché parlava francese?
«Il francese era una lingua plausibile per quel mondo che volevo raccontare. Il personaggio è ispirato a mia madre, che era di lingua ungherese e tedesca e aveva fatto tutti i suoi studi in francese».







