A due anni dalla morte, esce il memoir inatteso e sentimentale della donna che ha guidato, spesso dietro le quinte, una grande famiglia del cinema. Con la prefazione di sua figlia: riflessione sul restare e sull’andar via
di Mariangela Mistretta
Con una voce attraversata da un filo di commozione, al Sydney Goldstein Theater di San Francisco, Sofia Coppola legge la prefazione che ha scritto per il memoir postumo della madre, Eleanor Coppola, scomparsa nell’aprile del 2024: Two of Me. Notes of Living and Leaving (Mack). “Mia mamma era una grande osservatrice che ha preso molti appunti nel corso della sua vita, notando dettagli divertenti e surreali intorno a sé. Una vita che è stata molto diversa da come se l’era immaginata”. Artista concettuale, regista e scrittrice, Eleanor Jessie Neil nasce a Los Angeles nel 1936. Ha una laurea in design quando conosce Francis Ford Coppola, l’incontro destinato a cambiare la sua esistenza. “Diceva sempre di avere avuto un posto in prima fila nella vita di mio padre, mentre cercava di realizzare i suoi progetti creativi e contemporaneamente di essere il perno della nostra famiglia”, racconta oggi la figlia.
Il 28 dicembre del 2018 Eleanor annota nel suo memoir: “Quando ero una giovane donna, ben prima di incontrare Francis, fantasticavo pensando che sarebbe stato incredibile essere la moglie di un artista importante, essere la sua musa. Bisogna fare attenzione a ciò che si desidera”. I due si conoscono nel 1962, mentre lei lavora come assistente dell’art director sul set di Terrore alla 13ª ora, primo lungometraggio di Francis. Segue un matrimonio lampo a Las Vegas meno di un anno dopo, con un figlio già in arrivo (ne avranno tre: Gian-Carlo, scomparso prematuramente a causa di un incidente, Roman e Sofia). “Si aspettava che io fossi una moglie tradizionale, felicemente devota a prendersi cura dei nostri figli, creare una bella casa e sostenere la sua carriera”, scrive. “Io invece mi aspettavo avventura, un lavoro nel dipartimento di arte nelle produzioni dei suoi piccoli (pensavo) film, di portare i bambini in giro con noi come la famiglia di un circo e di dedicarmi ai miei progetti artistici come potevo”. Le sfide invece non mancheranno.






