Il ponte ciclabile sul Chienti ancora non c’è, i lavori viaggiano con un ritardo di un anno sui tempi di consegna e dell’inaugurazione ancora poco si sa. La pista ciclabile fluviale è ingabbiata in recinzioni che la isolano da una vasta area circostante considerata contaminata, e sulla quale vige il divieto di sedersi a terra o di toccare il terreno perché inquinato da sostanze cancerogene. Inifne sul lungomare nord c’è un cantiere aperto da ottobre per rifare un tratto di ciclabile di appena duecento metri, doveva essere ultimato entro febbraio ma è ancora transennato con disagi per i ciclisti, costretti a pedalare sulla strada, e pure qui non si capisce quando sarà riaperto. Ma sui lavori è nel frattempo piovuta una variazione ai costi, con una spesa di 38mila euro in più rispetto ai 180mila previsti. In questo panorama la città ottiene anche quest’anno la Bandiera Gialla, premio alle politiche sulla mobilita sostenibile, potendo vantare la realizzazione di soli 100 metri di ciclabile che collegano il lungomare sud a viale Vittorio Veneto all’altezza del verde ex Ceduc, e che però sbuca sulla carreggiata stradale. Vero che nella zona nord è invece in corso la costruzione della pista inserita nel progetto della Ciclovia adriatica, sul tavolo dal 2018, per collegare il lungomare a Porto Potenza. Per almeno un decennio Civitanova ha visto aumentare con il contagocce la dotazione di ciclabili e zero passi sono stati fatti per una rete urbana, percorsi in grado di collegare i quartieri ai luoghi dei servizi (scuole, poliambulatori, municipio), per non parlare dello stato della ciclovia che parte da Santa Maria Apparente, impraticabile. Ma puntuale arriva la Bandiera Gialla, e che almeno funzioni da stimolo.
Ciclabili tra incompiute e cantieri. Ma arriva la Bandiera Gialla
Crescono i costi per i lavori ma la pista resta ancora chiusa. La consegna del ponte . in ritardo di un anno.







